Comunicato stampa Campagna ecumenica 2020

1000 contadine e contadini sfidano la Seco

26.02.2020

Lugano / Berna, 26 febbraio 2020 - La Svizzera sta negoziando attualmente un accordo di libero scambio con la Malesia. Se questo entrerà in vigore, gli agricoltori malesi perderanno il controllo delle loro sementi a favore dei grandi gruppi agroindustriali. Questo minaccia il loro sostentamento. Azione Quaresimale, Pane per tutti e Essere solidali sostengono quindi la loro azione di protesta, che interessa quattro continenti.

Nell’accordo di libero scambio in fase di negoziazione, la Svizzera esige che la Malesia introduca una severa legge sulla protezione delle varietà vegetali in materia di sementi, conformemente alla Convenzione internazionale UPOV 91 (ratificata nel 1991). La protezione delle varietà vegetali, una sorta di brevetto sulle sementi, garantisce alle aziende selezionatrici diritti di monopolio, di cui beneficiano soprattutto le multinazionali dell’agricoltura, mentre agli agricoltori non è più permesso scambiare e vendere liberamente le sementi. In futuro dovranno acquistarle a caro prezzo ogni anno dalle aziende semenziere.

«Se non ci è più permesso produrre i nostri semi, saranno le aziende semenziere a determinarne il prezzo. La legge ci impedisce anche di trasmettere il nostro sapere tradizionale alle generazioni future», afferma Borhan Omar, consigliere locale di Sungai Rusa, un piccolo paese in Malesia. Da generazioni, le famiglie contadine della sua comunità hanno coltivato le proprie sementi: le moltiplicano, le scambiano e le vendono.

Si tratta di una situazione inaccettabile per Pane per tutti, Azione Quaresimale ed Essere solidali. «La legge sulla protezione delle varietà vegetali richiesta dalla Svizzera significa che le persone perdono il diritto alle proprie sementi. Questo contraddice la Dichiarazione dell’ONU sui diritti delle contadine e dei contadini, che è stata co-firmata dalla Svizzera nel 2018», afferma Tina Goethe, responsabile del tema Diritto al cibo presso Pane per tutti.

Lettere dalla Malesia

Oggi, tre imprese controllano più della metà delle sementi commercializzate in tutto il mondo, tra cui Syngenta, con sede in Svizzera. Ciò significa che poche aziende decidono cosa viene coltivato e cosa viene mangiato. Le conseguenze di ciò si fanno già sentire nei paesi in cui operano Azione Quaresimale e Pane per tutti.

Per evitare che ciò avvenga in Malesia, Borhan Omar e circa 90 agricoltori malesi hanno inviato lettere alla Segreteria di Stato dell’economia (Seco), che sta conducendo i negoziati. Vogliono che la richiesta di una legge sulla protezione delle varietà vegetali (come impone la convenzione UPOV 91) sia eliminata dall’accordo di libero scambio.

Finora oltre 1000 persone da Africa, America Latina, Europa e da altre nazioni asiatiche hanno scritto alla Seco per esprimere la loro preoccupazione e la loro solidarietà con la Malesia. La popolazione svizzera è anch’essa invitata a sostenere questa azione, come già fatto da più di 200 persone e numerose parrocchie.

«Molte organizzazioni partner di paesi in cui è già in vigore la legge sulla protezione delle varietà vegetali si lamentano delle massicce restrizioni per gli agricoltori. E dove non è ancora stato implementato, aleggia su di loro come una spada di Damocle», afferma Claudia Fuhrer, responsabile per la tematica Diritto al cibo presso Azione Quaresimale. «La Svizzera non deve quindi esigere leggi severe sulla protezione delle varietà vegetali neanche nei futuri accordi commerciali con i Paesi in via di sviluppo» aggiunge.

Con il motto «Insieme per un’agricoltura capace di seminare il nostro futuro», Azione Quaresimale, Pane per tutti ed Essere solidali, con la Campagna ecumenica 2020 chiedono che le sementi rurali e il controllo su di esse rimangano nelle mani delle contadine e dei contadini.

Nella Svizzera italiana, allo scopo di sensibilizzare il pubblico sulla problematica, sarà presente per alcuni giorni una ospite dal Sudafrica, Mercia Andrews, che porterà la sua testimonianza diretta martedì 10 marzo a Bellinzona (alle ore 20:15 presso la Chiesa di San Giovanni). Mercia Andrews è co-direttrice del Trust for Community Outreach and Education (TCOE), un’organizzazione partner di Azione Quaresimale in Sudafrica e dirige una rete di associazioni di contadine impegnate nel fare lobby per la protezione delle sementi coltivate, i modelli agricoli alternativi, la biodiversità e la giustizia climatica. 

Dossier stampa e materiale d’approfondimento:

Ulteriori informazioni e interviste:

  • Tina Goethe, dossier Diritto al cibo Pane per tutti, mail, 031 380 65 93 / 076 516 59 57 (D e F)
  • Claudia Fuhrer, responsabile Programma Diritto al cibo Azione Quaresimale, mail, +41 41 227 59 42 (D e F)
  • Federica Mauri, comunicazione e PR Azione Quaresimale; mail, 091 922 70 47
  • Gabriela Neuhaus, responsabile media Pane per tutti, mail, 031 380 65 71 (D e F)

La Campagna ecumenica in breve

Dal 1969, Pane per Tutti (l’organizzazione di cooperazione internazionale delle Chiese evangeliche della Svizzera) e Azione Quaresimale (l’organizzazione di cooperazione internazionale della chiesa cattolica Svizzera) realizzano ogni anno una Campagna durante i 40 giorni che precedono la Pasqua. Dal 1994 vi collabora anche Essere solidali (l’organizzazione di cooperazione internazionale della Chiesa veterocattolica). La Campagna ecumenica ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiustizie che condannano più di 800 milioni di persone nel mondo a patire a causa della fame e della povertà. Ma il solo prendere coscienza di questa realtà non basta, bisogna anche agire. Per questo motivo le tre organizzazioni di cooperazione allo sviluppo mostrano possibili soluzioni come il cambiare il proprio stile di vita e di consumo, fare un’offerta per sostenere un progetto al Sud o prendere parte ad un’azione, facendo così della Campagna ecumenica il simbolo di una solidarietà vissuta.